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L'Onu e l'Unesco hanno proclamato, il 2009, l'anno dell'Astronoma in quanto cade il 400° anniversario della scoperta e dell'uso del cannocchiale da parte del grande scienziato italiano, il pisano Galileo Galilei che, proprio nel 1609, a Padova, per la prima volta nella storia dell'umanità, aveva puntato il cannocchiale al cielo stellato scoprendo crateri, montagne e mari della Luna, le fasi di Venere, i satelliti di Giove e gli anelli di Saturno.
In virtù di queste scoperte Galileo rivoluzionerà l'idea tolemaica dell'universo e rafforzerà con argomentazioni scientifiche la rivoluzione copernicana per cui è la terra che gira attorno al Sole, come del resto anche gli altri pianeti, e non viceversa.
In occasione dell'anno dell'Astronomia l'assessorato alla Cultura, la Biblioteca comunale in collaborazione con il Consorzio per la Pubblica Lettura "S. Satta" di Nuoro hanno promosso il convegno "Sarule sotto le stelle". Il convegno, tenutosi nella Casa Museo il 22 maggio, ha avuto come relatori Michele Balloi e Tonino Bussu coordinati da Tonino Cugusi.
Michele Balloi, a seguito di una ricerca condotta con anziani pastori sarulesi ha trattato il tema Le stelle tra mitologia e orientamento a Sarule, Tonino Bussu invece, ha relazionata sull'argomento Cielo stellato e credenze popolari.
Sono state toccate tematiche singolari dell'astronomia sia con i riferimenti mitologici greci, ma non solo, sia con la visione che i sardi, e in particolare i sarulesi, avevano del cielo stellato.
Mentre è abbastanza nota la mitologia greca legata alle stelle, pianeti e satelliti, grande importanza è stata data alla visione del cielo immaginata dai sardi lungo tutta la loro storia dal periodo pre-nuragico e nuragico per arrivare ai periodi successivi: antico, medievale e moderno.
I sardi avevano un rispetto reverenziale, quasi religioso delle stelle e infatti quando i ragazzi volevano contarle venivano ripresi dai grandi che li distoglievano dicendo: <<Non si contano le stelle, altrimenti ti nasceranno i porri, le verruche!>>
Ed ecco i rapporti dei sardi con la Luna, che ritenevano influisse sulle semine, sulle coltivazioni degli ortaggi, sul taglio della legna e sul destino degli uomini: est naschiu in luna bona, si diceva per un uomo fortunato.
Ma vi saranno i riferimenti all'archeoastronomia, alle pregadorias antiche che trattavano di stelle, alla astronomia nella letteratura come in Omero, San Francesco d'Assisi, Dante Alighieri, Foscolo, Leopardi, Unamuno, Pascoli e tanti altri poeti e scrittori.