Comune di Sarule

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Esuli pensieri

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Lavoro e ricerche effettuate dalla Signora Maria Porcu, responsabile dell'ufficio anagrafe del Comune di Sarule.

I dati dei movimenti migratori dei nostri antenati, sono quasi inesistenti, le carte sono andate perdute o forse non sono mai esistite .
Consultando i registri del 1866(data di istituzione dei registri di Stato Civile ) ho trovato qualche appunto in cui vi era scritto“partito all’estero per non fare più ritorno “
Dal 1897 al 1929 i cittadini di Sarule emigrati all’estero sono stati 391, nei comuni del Regno d’Italia 64, la popolazione iscritta nei registri era di 1862-
Quali erano le ragioni che hanno spinto i nostri antenati ad emigrare?
Quale futuro potevano aver “ In terra anzena “ ?
Secondo la deliberazione del Consiglio Comunale n. 22 del 1895
“ le condizioni economiche del nostro Paese erano miserrime i raccolti erano falliti per tanti anni consecutivi la popolazione era tanto immiserita e depauperata che non trovavasi in grado di assolvere a qualsiasi pagamento anche di piccola entità. Tale condizione andrà sempre peggiorando essendo i contadini sprovvisti di buoi per coltivare i terreni avendoli venduti per il sostentamento della famiglia e il pagamento di alcune rate d’imposta delle tante arretrate e di sementi per seminare non avendone alcuna provvista , la condizione della classe pastorizia è maggiormente deplorevole essendo lo scorso inverno morto oltre la metà del bestiame per mancanza totale di pascoli e straordinarie nevicate ed avendo venduto il rimanente per pagare i fitti non avendo nessun allevato neppure un agnello.
Considerando che tutti questi comunisti vivono dall’agricoltura e pastorizia uniche risorse, le quali essendo venute meno e non sapendo a quale altro partito ricorrere per vivere , trovansi in balia della più umiliante disperazione , che anche la speranza di vendere i terreni è svanita non trovansi acquirenti che potrebbero averli al prezzo che i medesimi crederebbero coscienziosamente di offrire “
Non casa comunale , ma solo locali di fortuna presi in affitto da privati cittadini , locali angusti e malsani, non sedie , non mobili .
In una seduta del Consiglio Comunale, si deliberò di somministrare mezza dozzina di sedie alla Casa Comunale, a condizione che le sedie venissero acquistate da Cagliari o da Sassari .
Non Locali scolastici , in una lettera a seguito di un Ispezione dell’Ispettore Scolastico , i locali furono definiti “ tuguri in rovina, molto piccoli ed inadatti all’uso ; i locali peggiori della provincia mentre i bambini erano gracili a malnutriti”.
Nell’anno scolastico 1879-80, era stata nominata Insegnante la postulante Donna Pasqualina Satta da Nuoro con lo stipendio annuo di lire sette e le lezioni si svolgevano nella sagrestia di Santa Croce, priva di luce, fredda e malsana ed ogni tanto le lezioni venivano interrotte perché si dovevano officiare le funzioni religiose.
Queste sono le ragioni che hanno spinto i nostri antenati ad emigrare in” terra anzena”in cerca di fortuna. Le lettere degli emigrati testimoniano la passione , i pregi ed i difetti della loro vita quotidiana e i drammi incontrati e vissuti lontani da casa .
I dispiaceri più grandi erano la carenza di affetti dei propri cari, l’impossibilità di comunicare con i familiari rimasti in patria, la nostalgia li attanagliava senza tregua, imparavano a convivere con la malinconia e la nostalgia.

I sentimenti dei nostri emigrati una volta arrivati nei nuovi Paesi erano contrastanti, da un lato c’era la voglia di affermarsi, di “fare fortuna”, per riscattarsi dalla povertà patita nel proprio paese, dall’altra c’era la nostalgia per tutto ciò che apparteneva alla vita che avevano dovuto abbandonare, ai cibi, agli odori, ai familiari. Molte volte attanagliati dalla nostalgia , gli emigrati rimanevano all’estero il tempo necessario per guadagnare un po’ di soldi , in modo da rimettere a nuovo la casa ereditata dai genitori e poter vivere decorosamente .
Coloro che si fermano lontano da casa invece con il passare degli anni si adattano a convivere con le diversità degli usi e dei costumi, assimilando la lingua e le abitudini del paese ospitante.
Dopo tanti anni di emigrazione il paese ospitante non è visto più come la “Matrigna scostante che il tempo ed il destino ti avevano costretto ad accettare”, ( poesia di Gesuina Cheri ) ma viene considerata come una mamma che ti ha accolto e ti ha dato tutto. Tu però sei sempre Sarulese nel cuore, ti restano i ricordi spensierati della fanciullezza e gli affetti più cari dei tuoi genitori che a Sarule sono ormai per sempre nell’eterno riposo.
Sei stato costretto ad emigrare per realizzare altrove la giusta aspirazione di una vita serena e ricca di soddisfazioni. Con la forza la costanza e la determinazione dei sardi, ci sei riuscito ed oggi, vivi felice con la tua famiglia nella terra, che prima non sentivi tua. Adesso invece ti senti emigrato quando torni nel paese che ti ha dato i natali; ricordati però che le tue,radici sono sarde e nel tuo cuore c’è posto per tutte due , sei e sarai sempre un barbaricino.
Festa dell’Emigrato agosto 2005

L’amministrazione Comunale vorrebbe conoscere da tutti Voi emigrati quali sono stati i vostri primi pensieri una volta arrivati nel paese ospitante, come avete vissuto, quali e quante difficoltà avete incontrato, vivendo in una realtà diversa dalla nostra.
La ricerca del lavoro è stato il motore principale della vostra emigrazione, e al momento della vostra partenza avevate la volontà di abbandonare per sempre le vostre radici o pensavate si trattasse di una soluzione temporanea?


Si ringrazia la Signora Maria Porcu per aver messo a disposizione il frutto delle sue ricerche.















Comune di Sarule - P.I. 00870300910 - "Aggiornato il 20 gen 2010". Per contattare l'Webmaster: | sirca@michelesirca.com

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